Venerdì 4 ottobre, ore 21.00
Sabato 5 ottobre, ore 21.00
Domenica 6 ottobre, ore 17.00
 
PIGNASECCA E PIGNAVERDE
di Emerico Valentinetti
 
con
Tullio Solenghi (Felice Pastorino)
Claudia Benzi (Matilde)
Laura Repetto (Amalia)
Matteo Traverso (Eugenio Devoto)
Stefano Moretti (Manuel Aguirre)
Roberto Alinghieri (Isidoro Grondona)
Mauro Pirovano (Alessandro Raffo)
Stefania Pepe (Lucia)
 
Regia Tullio Solenghi
Progetto scenografico Davide Livermore
Regista assistente Roberto Alinghieri
Trucco e parrucco Bruna Calvaresi
 
Produzione Teatro Sociale di Camogli, Teatro Nazionale di Genova
 
Dopo lo strepitoso successo de "I maneggi per maritare una figlia" – due anni di sold out, prima in Liguria e poi in una trionfale tournée nazionale – Tullio Solenghi affronta nuovamente la sfida di “clonare” Gilberto Govi, misurandosi con l’altro cavallo di battaglia del grande attore genovese: "Pignasecca e Pignaverde". Con l’aiuto fondamentale, anche questa volta, dello stupefacente trucco e parrucco di Bruna Calvaresi, Solenghi torna a trasformarsi, anima e corpo, nella maschera goviana; una scelta registica e interpretativa a suo modo estrema, mai tentata prima da altri, che Solenghi così spiegava presentando i "Maneggi": «Mi è stato chiaro fin da subito che mi trovavo di fronte ad una autentica “maschera” della commedia, e così come non proverei alcun imbarazzo nel riprodurre “lo stampo” scenico di un Arlecchino, mi lascerò docilmente calare nei panni e nella mimica di Gilberto Govi assimilandone ogni frammento, ogni sillaba, ogni atomo. Non esiterei a definirla una sorta di stimolante “archeologia teatrale”». Rispetto ai "Maneggi", che essenzialmente è una commedia degli equivoci, "Pignasecca e Pignaverde", di Emerico Valentinetti, ha il valore aggiunto di una drammaturgia più elaborata e ambiziosa, incentrata su un tema classico del teatro comico: l’avarizia. Un piccolo Molière “alla genovese” - impreziosito dal progetto scenografico di uno dei maggiori registi teatrali di oggi, Davide Livermore - che si prepara a replicare il successo dei "Maneggi". Anche perché, quanto a battute e scene memorabili, che sembrano scritte apposta per diventare proverbiali, "Pignasecca e Pignaverde" non è da meno. 
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