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Opera composta a due mesi dalla morte del compositore e oggi ritenuta grande rappresentante della tematica del sublime tanto cara al Romanticismo, è rimasta a lungo poco conosciuta e per nulla apprezzata dai contemporanei, soprattutto a causa delle sue arditezze armoniche e l’ampiezza insolita per gli standard del tempo.
Francesca Giordanino, Elena Aiello, violini
Riccardo Memore, viola
Marco De Masi, Simone Gaetano Ceppetelli, violoncelli



