VIVALDINJAZZ

VIVALDINJAZZ:

DATA: 15/12/2018

Across Duo si cimenta con un programma assolutamente accattivante
e con un’interpretazione inedita delle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi.

Across Duo è formato da Claudio Gilio, viola, ed Enrico Pesce, pianoforte.

a cura della GOG - Giovine Orchesta Genovese

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Il linguaggio del duo savonese è di “frontiera”, placidamente poggiato su più linguaggi che certamente si riferiscono al mondo colto ma che, ancor più fermamente, prediligono gli stili più “contaminati” del Jazz, del Pop ...insomma quelli appartenenti al mondo Crossover. Ecco, allora, che i quattro concerti di Vivaldi diventano altro, qualcosa che appartiene maggiormente a noi, viaggiatori della contemporaneità, diventano un mondo fatto di pensieri profondi: una strada anzi un sentiero complicato, come lo è la vita, diventano, infatti, proprio la metafora dell’esistenza umana. Ogni concerto è preceduto da quadri scritti appositamente da Enrico Pesce i quali introducono la Primavera, l’Estate, l’Autunno e l’Inverno e sono tematicamente connessi tra loro. All’interno dei quattro brevi episodi vengono raccontate le fondamentali tappe della vita umana: la nascita, la crescita, la vecchiaia e la morte. Il quarto quadro si conclude, significativamente, con le stesse note del primo, in una sorta di struttura circolare, foriera, forse, di un messaggio ottimista di rinascita e rinnovamento perenne.

I tre tempi dei quattro concerti sono, com’è ovvio, completamente riscritti. Dei capolavori originali rimangono solo i temi portanti. Per il resto, nel progetto di Across Duo, c’è spazio a tanta invenzione. Nei primi tempi il tema principale si fonde a un brano del nostro tempo, rispettivamente legato alla stagione che si sta via via raccontando. I secondi movimenti mantengono la linea melodica originale, eseguita integralmente dalla viola, sulla quale viene disegnata dal pianoforte una nuova trama armonica, così avulsa dal contesto originario da far apparire “lunare” ognuno dei movimenti centrali dei concerti. È proprio nei secondi episodi che si cerca di entrare con maggior peso drammatico nella filosofia esistenzialista dell’uomo. I terzi movimenti si liberano dagli schemi e dalle “contaminazioni” con altri temi per lasciare sfogo agli episodi più virtuosistici, a tratti funambolici, dei due strumentisti.


ACROSSDUO

Due uomini sfacciatamente diversi ma due musicisti che combaciano alla perfezione e che sfidano la compatibilità caratteriale per produrre musica nuova, piena e coinvolgente. Una proposta di confine, dove la viola passa la parola al pianoforte e viceversa. Un repertorio, riscritto e arrangiato dall’estro di Enrico Pesce, che non sopporterebbe una nota in più né un respiro in meno, perché così com’è, viene interpretato da Claudio Gilio che musicalmente porta altrove, dove tutto nella sua viola è diverso dal solito. Across Duo non fa solo musica ma fa spettacolo, infatti, durante l’esecuzione dei loro brani viene voglia di applaudire come si fa normalmente nel pop, e qualcuno fortunatamente se ne frega delle regole della ‘classica’ e lo fa! Ed è così che nei loro concerti anche il pubblico più rigido si lascia andare e partecipa e a volte fischia con entusiasmo crescente.

CLAUDIO GILIO

Violista di formazione prettamente classica, con esperienze crossover maturate frequentando i locali alternativi di NY, i musicisti di strada a Place des Voges piuttosto che nelle stazioni delle metropolitane, le sale d’incisione e i grandi della musica colta. E’ l’unico al mondo a usare il suo strumento al contrario. Non per vezzo ma per un brutto scherzo del destino che durante l’adolescenza, poco prima di diplomarsi al conservatorio, lo ha voluto incastrare tra ferro, lamiere e asfalto. Una prima viola al contrario che fuori dall’orchestra sinfonica propone nuove timbriche volute, costruite e ricercate attingendo tra barocco pop e jazz. Un violista fuori dal comune con una mente dominante sugli istinti che gli ha permesso – dopo un doloroso stop - di invertire l’uso delle mani sovrascrivendo da capo nel suo cervello automatismi opposti e diversi, particolarità talmente rara e complessa da aver suscitato l’interesse della neuroscienza cognitiva.
Diplomato presso il Conservatorio di Torino, direttore e docente dell’Accademia Musicale di Savona Ferrato-Cilea, presidente, direttore artistico e prima viola dell’Orchestra Sinfonica di Savona, ideatore di “VOXONUS Academia di musici e cantori” unica realtà sinfonico-corale in Italia specializzata nel repertorio settecentesco/ottocentesco eseguito con strumenti originali.

ENRICO PESCE

E’ un pianista italiano. La sua formazione, che spazia dalla musica medievale (della quale è specialista) alla classica, dal Jazz al Pop, lo ha reso un esecutore estremamente versatile. Così come ha attraversato il mondo con la sua musica suonando tra gli iceberg della Groenlandia, nelle terre calde dell’Africa, nei moderni Stati Unti, nella più tradizionale Russia e in buona parte d’Europa, Enrico Pesce, allo stesso modo, è riuscito a scavalcare le barriere secolari esistenti tra i diversi generi elaborando una scrittura e un’esecuzione molto personali.
Per questo motivo non è facile dare una definizione del suo stile. Autore di musiche per il cinema, per la pubblicità, di Musical, di composizioni colte, di songs, blogger convinto, Enrico Pesce ama improvvisare, derogare, stupire se stesso e, di conseguenza, il pubblico. «Il mio primo obiettivo è quello di non annoiare chi mi ascolta. La musica deve essere una continua sorpresa, anche per chi la fa». Questa, in poche parole, la “filosofia” di Enrico Pesce, pluridiplomato in Conservatorio, laureato in musicologia e, per sua stessa definizione, pronto a ricominciare da capo nel magico mondo di una musica che si rinnova ogni volta che una nota viene suonata.




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