GIOCHI PROIBITI

GIOCHI PROIBITI:

DATA: 27/10/2018

Un progetto di Giovanni Bellucci

H. Berlioz, Symphonie fantastique op. 14 (trascrizione per pianoforte di F. Liszt)
C. Debussy, Jeux 

Giovanni Bellucci, pianoforte
Eugénie Andrin, danzatrice e coreografa

Gabriel Grinda, regia multimediale

a cura del Gruppo di Promozione Musicale "Golfo Paradiso"
 

Reinventare “Jeux” di Debussy e dare vita alla visione ambiziosa di Giovanni Bellucci richiede la creazione di un meccanismo inedito: grazie ad una proiezione digitale, sono le mani del pianista, irreali e concrete allo stesso tempo, a muoversi nello spazio e rendere visibile la musica allo spettatore sotto un nuovo punto di vista. Sono loro a riportare la musica al centro della scena e a permettere non solo l’espressione di una coreografia sulla musica, bensì l’espressione della coreografia della musica stessa. Esplorare questa nuova dimensione tecnica significa anche esplorare dei nuovi orizzonti della narrazione e rivedere il posto della ballerina, estremamente reale, posta al centro delle proiezioni digitali, creando dei nuovi ponti tra l’immagine e l’immaginario. Diaghilev definiva l’interpretazione di “Jeux” di Nijinsky come “l’apologia plastica dell’uomo del 1913”. Questa nuova interpretazione è un’apologia dell’uomo del XX secolo, della sua creatività e dei suoi legami sempre più profondi con il mondo virtuale.

Quando il gioco diventa virtuale e l’immateriale diventa concreto, delle nuove strade si aprono.

“C’è un secondo livello di interpretazione in questo “Jeux” a tre personaggi, che lascia intuire sensualità mista ad erotismo. Questi sono quei giochi che mi è parso interessante mettere in moto. Il trio iniziale del libretto (un uomo e due donne) si ricongiunge attraverso la ballerina e le due mani del pianista proiettate in forma di video. La ballerina gioca, si nasconde, si lascia rincorrere da queste mani, e talvolta si lascia andare alla dolcezza e alla sensualità di una carezza.”
                                                                                                                                                                 Eugénie Andrin.

GIOVANNI BELLUCCI
È considerato uno dei più autorevoli pianisti del nostro tempo: la sua incisione delle Parafrasi di Franz Liszt sulle Opere di Verdi e Bellini è stata inserita dal magazine Diapason nella Top Ten dei dischi lisztiani della storia. La ristrettissima selezione operata dall’eminente critico Alain Lompech comprendeva - oltre a Bellucci - Martha Argerich, Claudio Arrau, Aldo Ciccolini, Gyorgy Cziffra, Wilhelm Kempff, Krystian Zimerman. Il riconoscimento di Diapason si unisce ai consensi unanimemente espressi all’artista italiano dalle testate specialistiche più prestigiose. Tutti i suoi CD sono stati infatti premiati: “Choc de l’année” di Classica-Répertoire, 5 stelle di Diapason, “ffff” di Télérama, “Choc” di Le Monde de la Musique, “CD exceptionnel” di Répertoire, “CD Maestro” di Pianiste in Francia, “Editor’s choice” della britannica Gramophone, 5 stelle di Musica, 5 stelle del BBC Music Magazine, “Miglior CD” per la rivista Suono. “Non esistono dieci pianisti come lui al mondo: egli ci riporta all’età d’oro del pianoforte”. Così il quotidiano Le Monde sottolineava la vittoria di Bellucci alla World Piano Masters Competition di Monte-Carlo 1996, ultima in ordine cronologico di una lunghissima serie di affermazioni nei concorsi internazionali (dal “Regina Elisabetta” di Bruxelles al “Primavera di Praga”, dal “Casella” della RAI di Napoli al “C. Kahn” di Parigi, dal “Busoni” di Bolzano al premio “Liszt”).

“Bellucci è una forza della natura scatenata, ma né brutale, né meccanica: una forza, invece, enorme e palpitante” lo definisce Piero Rattalino.
Ventenne, si diploma con lode e menzione d’onore presso il Conservatorio “Santa Cecilia”, eseguendo la Grande Sonata “Hammerklavier” di Beethoven e la Sonata in si minore di Liszt. Su invito del grande pianista russo Lazar Berman (che nel 1991 dichiara: ”Bellucci è uno dei più grandi talenti che io abbia mai ascoltato... attraverso un fenomenale virtuosismo, realizza un discorso musicale altamente innovativo) si perfeziona presso l’Accademia Pianistica di Imola. In seguito, si avvale dei contatti con artisti della statura di Badura-Skoda, Brendel, Perahia e Pollini. Stabilitosi a Parigi, intraprende un’intensissima attività concertistica, che lo vede solista con orchestre come la Los Angeles Philharmonic, la BBC Philharmonic, la Philharmonique di Monte- Carlo, la Russian Philharmonic, la Sinfonica dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, la Slovak Philharmonic di Bratislava, l’Orchestra della Radiotelevisione Svizzera Italiana, l’Orchestra Sinfonica della Radio polacca, l’Orchestra Sinfonica della Radio di Praga, l’Orchestra del Teatro Nazionale di Mannheim, i Virtuosi di Praga, la Czech Chamber Philharmonic, la Singapore Symphony Orchestra, l’Orchestra da Camera di Zurigo, l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra Fondazione Arena di Verona, l’Orchestra Filarmonica di Torino, l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, l’Orchestra di Padova e del Veneto, ecc., e collaborare con artisti quali Abbado, Accardo, Altinoglu, Bartholomée, Bender, Bouix, Caracciolo, Casadesus, Caussé, Cohen, Collins, Coppey, Demarquette, Dumay, Engerer, Entremont, Huster, Fasolis, Fossey, Giannini, Griffiths, Inbal, Kashimoto, Kashkashian, Kavakos, Kniazev, Koering, Latham-Koenig, Laforet, Layer, Litton, Mackerras, Meyer, Pidò, Pommier, Quarta, C. Rizzi, V. Sokolov, Suwanai, Tang, Ughi, Wit.

Giovanni Bellucci è stato invitato dai più celebri auditorium, teatri di tradizione e festival del mondo: Hollywood Bowl, cui deve il suo debutto americano di fronte a 18.000 spettatori, Golden Hall del Musikverein di Vienna, Performing Art Society di Washington, Svetlanov Concert Hall di Mosca, Herkulessaal di Monaco di Baviera, Konzerthaus di Berlino, Palais des Beaux-Arts di Bruxelles, Sydney Opera House, City Recital Hall di Sydney, Festival di Newport (U.S.A.), Colorado Music Festival, Bath, Yokohama, Singapore Piano Festival, San Pietroburgo, Firkusny Piano Festival di Praga, Darmstadt, Mönchengladbach, Radio France et Montpellier, Festival “Michelangeli” di Brescia e Bergamo, Ravello Festival, Bologna Festival, Settembre Musica di Torino, Dias da Musica di Lisbona, Filarmonica di Brno, Radio di Helsinki, Teatro alla Scala, Teatro La Fenice, Teatro C. Felice di Genova, Teatro Bellini di Catania, Teatro Farnese e Teatro Regio di Parma, Opera di Roma, e in tutte le sale da concerto parigine. Un suo concerto alla City Recital Hall di Sydney – nel quale proponeva la Symphonie Fantastique di Berlioz/Liszt - ha ricevuto il premio “Recital of the year”, attribuito al miglior evento musicale australiano dell’anno. L’artista italiano ha inoltre ottenuto il “Premio Liszt alla carriera”, un’onorificenza conferita dalla Ferenc Liszt International Society.

Nel 2016, anno shakespeariano, Giovanni Bellucci ha ideato un format concertistico inusuale, presentando in vari paesi europei un récital nel quale i principali monologhi teatrali del Bardo di Avon - interpretati da celebri attori come Giancarlo Giannini e Francis Huster - si alternano alle composizioni pianistiche ad essi ispirate; il network televisivo Sky ha appena acquisito i diritti di distribuzione di questo progetto originale di Bellucci, attraverso un film che è stato girato il 13 ottobre 2015 nella splendida cornice del Teatro Farnese di Parma. Tra gli eventi che lo hanno visto recentemente protagonista segnaliamo l’esecuzione delle 32 Sonate in 8 récitals al Teatro Politeama di Palermo, le 19 Rapsodie Ungheresi di Liszt interpretate a Parigi in due memorabili serate trasmesse in diretta da Radio France dall’Auditorium del Louvre, le 9 Sinfonie di Beethoven/Liszt eseguite in 5 récitals all’Auditorium Belem di Lisbona, i 5 Concerti di Beethoven presentati in due serate con l’Orchestra Sinfonica di Biel, l’integrale delle Opere di Busoni per Pianoforte e Orchestra eseguite con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e con l’Orchestra e il Coro del Teatro Nazionale di Mannheim. Da segnalare inoltre il récital celebrativo per il bicentenario della nascita di Wagner al prestigioso Wagner-Festival di Ginevra, l’incisione dell’integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra da camera di Alkan, accompagnato dall’Orchestra di Padova e del Veneto (edita dalla Brilliant Classics) e l’uscita del primo volume del ciclo dedicato alla gigantesca integrale delle 32 Sonate di Beethoven e delle 9 Sinfonie di Beethoven/Liszt (Brilliant Classics). E’ stato protagonista al Parco della Musica di Roma della prima esecuzione italiana di "Requiem, Nove concerti per Pianoforte e Orchestra da camera" di H. W. Henze, accompagnato dall'Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

La discografia di Giovanni Bellucci comprende pubblicazioni per la DECCA (Berlioz/Liszt, Grande Symphonie Fantastique), per la Accord-Universal (l’integrale delle Rapsodie Ungheresi di Liszt in 2 CD, la Rapsodia Rumena di Liszt, una serie di trascrizioni lisztiane da Wagner, il Totentanz e il Concerto n. 1 di Liszt, alcune rarità di chopiniane come il Concerto n.1 nell’inedita versione di Tausig e i 6 Canti Polacchi trascritti da Liszt, la Sonata da Requiem di Olivier Greif), per la Warner Classics & Jazz (le Parafrasi di Liszt sulle opere di Verdi e Bellini, le Sinfonie di Beethoven n.5 e n.7 trascritte da Liszt, le Sonate di Beethoven “Hammerklavier”, “Chiaro di luna”, “Pathétique” e “La Tempesta”), per la Assai (Liszt/Busoni, Fantasia e Fuga su “Ad nos, ad salutarem undam”), ecc. Testate specializzate come France 3, France Musique, BBC Radio, ZDF Television, ABC Australian Radio, Radiotre RAI, Radio Svizzera Italiana, Radio Vaticana, Sky Classica, Mezzo, ARTE, Coming Soon (Cinevip), Il Giornale della Musica, Le Monde de la Musique, Suono, Musica, danno risalto ai progetti artistici di Bellucci.

EUGÉNIE ANDRIN coreografa e ballerina
Dopo aver terminato gli studi di danza presso Rosella Hightower, viene notata da Eric Vu, che la fa debuttare come solista nel Balletto dell’Opera di Avignone, dove affronta il repertorio classico e quello contemporaneo.
Riesce ad affermare rapidamente la sua vocazione per la coreografia creando balletti per diverse opere, tra le quali “I Saltimbanchi” per il Teatro dell’Opera di Avignone (2007), “Il Flauto Magico” per il Teatro dell’Opera di Montecarlo (2008) e per l’Israeli Opera di Tel Aviv (2011), “La Traviata” per il Teatro dell’Opera di Santiago del Cile (2009 e 2015), “Montecarlo”, per il Teatro dell’Opera di Saint-Etienne, il Teatro Carlo Felice di Genova (2013) e il Teatro dell’Opera di Losanna (2015), “Manon” per il Teatro dell’Opera di Roma (2010), “Eugene Onegin” per il Teatro dell’Opera di Montecarlo (2010), “Man of La Mancha” per il Teatro Le Capitole di Tolosa (2010), “Il Balletto delle Monache” da “Roberto il Diavolo” a Erfurt (Germania, 2011), “L'Enfant et les Sortilèges” per il Teatro dell’Opera di Montecarlo (2012), “La Boîte à Joujoux“ (2012) con l’Orchestra Filarmonica di Montecarlo diretta da Kent Nagano, “Duello Amoroso“ di Händel per il Teatro dell’Opera di Montecarlo e il Teatro dell’Opera di Bordeaux (2014), “Guglielmo Tell” per il Teatro dell’Opera di Montecarlo (2015), “I Pescatori di Perle” per il Teatro Nazionale di Seul, “La Gioconda” per il Teatro dell’Opera di Santiago del Cile (2016), “Il Pipistrello” per il Teatro dell’Opera di Marsiglia (2016) e Tannhäuser per il Teatro dell’Opera di Montecarlo (2017).
A Parigi cura le coreografie di due commedie musicali: “Sol en Cirque”, scritta da Zazie e messa in scena nel 2005 al Teatro Bataclan, e “Aimé et la Planète des Signes” (2007).
Viene ingaggiata tre volte come coreografa ospite dal Teatro Nazionale dell’Opera di Timisoara, in Romania, nel 2008, 2010 e 2016.
Nel 2007 crea la sua compagnia, attiva in diversi luoghi e manifestazioni culturali.

Eugénie Andrin riceve inoltre il premio della giuria giovani (borsa di studio assegnata a giovani talenti) per il progetto “Ondine”, presentato al Festival di Avignone nel 2009, e il sostegno di ADAMI nel 2013 per lo spettacolo “PHEDRE, la dernière danse”.
Nel settembre 2014 la compagnia si trasferisce ad Antibes. Eugénie, affezionata al Teatro Anthéa, vi realizza diversi spettacoli: “PHEDRE, la dernière danse”, “Les Passagers” et “I S S U E”, inserendosi così progressivamente nel panorama culturale della regione.

Tra i suoi progetti futuri troviamo la coreografia dell’”Aida” per il Teatro dell’Opera di Shangai e della “Carmen” per il Teatro dell’Opera di Valencia, così come la creazione dello spettacolo coreografico I S S U E, presentato nel maggio 2017 al Teatro Anthéa di Antibes.

Gabriel Ganda, regista

Nato a Hyères nel 1989, cresce tra il Belgio e il Principato di Monaco prima di trasferirsi a Parigi e New York per seguire degli studi di produzione audiovisiva presso la scuola superiore ESRA, dove si diploma nel 2012.
Poliedrico e volenteroso di vivere esperienze di vario tipo, inizia subito a lavorare a numerosi progetti di narrazione, reportage, pubblicità, istituzionali e di realtà virtuale. Svolge inoltre diversi lavori: addetto agli effetti speciali e cameraman per Viacom France dal 2013, cameraman e addetto al montaggio per diverse pubblicità, aiuto regista per Interlinks Image e GMF dal 2015, aiuto cameraman per diverse fiction, cortometraggi e web-series, tra le quali “Deadbeats”, premiata al Dublin Web Festival.

Dal 2015 cura la realizzazione di alcuni video per il Teatro dell’Opera di Montecarlo, che gli permette di esplorare diversi stili, passando dal reportage al videoclip e dalle riprese multicamera al film artistico.
Nel 2016 inizia a fare i suoi primi passi nell’ambito della video scenografia realizzando l’ouverture della nuova produzione de “Il Giocatore” di Sergej Prokofiev per il Teatro dell’Opera di Montecarlo, dove nel 2017 collabora con lo scenografo Laurent Castain alla realizzazione di video scenografie per la resurrezione di Tannhäuser nella versione francese dell’opera.

Sempre nel 2016 realizza le video scenografie per la nuova produzione de “L’Elisir d’Amore”, curata dal Teatro dell’Opera di Nizza.




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